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Cengla dal Cælorum

 

Attualmente recarsi al rifugio Chiarpin in Val Meduna è piuttosto impegnativo. Si spera che i lavori di innalzamento della diga del Ciul con conseguente divieto d’accesso saranno eseguiti entro il 2021. Per il momento due sono i modi per accedere al rifugio: partire da Tramonti di Sopra via Frasseneit con 6 ore e mezza di cammino, oppure con 4 ore e mezza nel modo seguente.

Con l’auto fino allo spiazzo tra le due gallerie di servizio agli impianti idroelettrici (località Spinespes). La seconda galleria è chiusa da un cancello con lucchetto, ma si riesce a scavalcare (attenzione a non farsi male!). Si percorre tutta la seconda galleria con l’ombrello. La galleria è illuminata, ma consiglio egualmente di portare una torcia per segnalare la propria presenza agli automezzi che la dovessero impegnare. Ho l’esperienza di aver visto passare una betoniera e lo spazio che rimane è veramente ridotto!

Una volta usciti dalla galleria si va a destra verso le case Poslovet dove sono state posizionate le baracche dell’impresa esecutrice dei lavori. Subito prima del cancello del recinto delle baracche si prende a sinistra una traccia che scende sul greto. Si percorre il greto per un centinaio di metri spalle alla diga e presso un grosso cavo d’acciaio si guada il Meduna e si risale la sponda opposta intercettando il sentiero che proviene da Frasseneit. Memorizzare il punto di congiunzione per il ritorno. Tra galleria e guado va via circa un’ora.

Telefoto della Casèra Chiarpin dalla base delle rocce del Cælorum

Il rifugio Chiarpin è stato pulito in primavera dalle maestranze del Parco e dalla Forestale. Quello che rimane come suppellettili è una griglia, una caffettiera, una padella e un pentolino da mezzo litro. Ci sono un paio di mezze bottiglie di detersivo e null’altro, non una candela e nemmeno dell’ accendifuoco. Durante l’accensione della stufa la portellina della cenere va tenuta leggermente aperta altrimenti il camino non tira. C’è tutto il necessario per fare legna che se si consuma va ripristinata.

Monte Cælorum

La porzione di montagna ad oriente del Chiarpin detta Tencion che culmina con il M. Cælorum (1950 m), mi ha sempre intrigato. Sono stato a cercare l’ingresso al Tencion per salire sopra alla cascata con cui l’acqua della Fous dal Tencion cade nel Rug Chiarpinus.

La cascata della Fous dal Tencion

In seguito ho salito tutto il costone fino alla cima sopra la Forca dal Bec che ho nominato Disore al Bec. Sapevo dai racconti dei cacciatori che essi salivano anche oltre la seconda cascata della Fous dal Tencion per poi piegare a nord e percorrere una serie di costoni boscosi fin sulla Forca da la Fous de Nearda. Mi interessava superare la seconda cascata per poi tentare di salire fin sotto le rocce del Cælorum dove una evidente cengia obliqua sale verso il M. Tamaruz.

Non è stato facile trovare l’accesso alla parte superiore della seconda cascata e men che meno salire il costone tratteggiato in viola nell’immagine descrittiva. Poi dopo 5 ore di ripida salita e tiraggio di mughi, giunto alla base delle rocce ho amaramente scoperto che una vera e propria parete mi impediva di proseguire (vedi nel cerchietto viola). L’esploratore deve essere pronto a queste evenienze, fa parte del gioco.

La Cengla dal Cælorum
Dalla base delle rocce del Cælorum verso il M. Nearda
L’Alta Valle del Meduna; in basso al centro si riconosce lo spiazzo prativo di Casèra Chiarpin.

Una risposta a “Cengla dal Cælorum”

  1. Come, niente rifugio raggiunto?!? Neanche una cimetta?!? Una giornata intera buttata via senza qualcosa che faccia curriculum? Mio Dio…

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