Crea sito

Piccoli uomini

Giusto Gervasutti

Il mito dell’Alpinista coraggioso, ardito, senza paura e via discorrendo è nell’immaginario dell’opinione comune che sappiamo influenzata da una retorica proveniente dal passato dove si glorificavano gli Alpinisti per motivi nazionalisti.

Oggi, nonostante che l’Alpinismo utilizzi tutta una serie di artifici tecnologici per ridurre i rischi, esistono ancora i temerari che affrontano difficoltà incredibili su pareti improteggibili, con protezioni distanti o precarie che aumentano la possibilità di lasciarci la pelle. Ciò è vero anche per le attività invernali o sulle grandi montagne della Terra. Pare che più è rischiosa, difficile e pericolosa un’impresa più è celebrata e ha maggiore risalto sui media.

Il greppismo è arrampicare senza corda. Dico arrampicare con cognizione di causa perché, ovunque ti appenda sia un mugo o un ciuffo d’erba, quando metti giù le mani stai arrampicando. Non stiamo qui parlando delle imprese alla Honnold e di quanti ripetono vie conosciute senza corda. Parliamo di greppisti che aprono vie nuove in ambienti sconosciuti.

Chi arrampica senza corda ha nell’atto stesso un che di temerario, quasi fosse un peccato originale; non ha bisogno di cercare altri rischi poiché ne sconta uno già in partenza.

Con questa premessa il greppista tenderà a cercare il passaggio più facile per non esporsi ad ulteriori rischi. Di volta in volta che si devono operare delle scelte di percorso viene naturale, proprio perché privi di assicurazione, scegliere la via più facile. Questo era il modo di salire le montagne ai tempi degli esploratori e le tante vie normali che ci hanno lasciato rispondono perfettamente a questo modo di procedere.

Qui sta la differenza tra greppismo e Alpinismo: vanno in direzioni diametralmente opposte nella scala delle difficoltà; il greppismo cerca il “più facile” (meno rischi) l’Alpinismo “il più difficile” (più rischi). Il concetto di facile e difficile, cioè delle difficoltà merita una trattazione a parte (prossimamente su questo blog).

Dunque l’Alpinismo è dei temerari mentre il greppismo è dei tementi (non dementi). I tementi sono quelli che hanno paura, temono il pericolo. Aver paura è una situazione molto umana che si contrappone a chi invece sprezza il pericolo e che prende su di sé un’aurea eroica e sovrumana, salvo perdere la vita, puntualmente in giovane età.

Appropriamoci della nostra condizione di “piccoli uomini” (come definiva Gervasutti i comuni mortali) senza il timore di essere derisi per la nostra umana fragilità e debolezza. In ciò che lo stereotipo del mondo della montagna ritiene essere una vergogna noi dobbiamo cercare la nostra virtù.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.